LA CURA DELL’EPILESSIA INIZIA CON LA DIAGNOSI

Il progetto della Federazione Italiana Epilessie per cambiare il destino dei bambini affetti da epilessia farmacoresistente

FIE, anche sulla base delle indicazioni dei pazienti e delle loro associazioni, ha deciso di lanciare un innovativo ed impegnativo progetto di ricerca collaborativo nel campo della genetica dell’epilessia. Obiettivo ultimo del progetto è quello di rendere possibile una diagnosi genetica specifica delle cause dell’epilessia per quanti più bambini possibile e verosimilmente determinare un significativo progresso nella cura della epilessie farmacoresistenti, in particolare nelle encefalopatie epilettiche.

 

Negli anni successivi all’avvio del Progetto Genoma Umano, si è fatta largo l’idea che le cure mediche si possano personalizzare in base al profilo genetico della persona, secondo la “Medicina di Precisione”. Questa definizione indica le cure che sono calibrate sui dati molecolari (genetici) della malattia e sulle caratteristiche individuali della persona.

Il sequenziamento dell’esoma (una parte del genoma) permette di identificare la maggior parte delle varianti genetiche responsabili di malattie e l‘epilessia, tra le malattie neurologiche, è ritenuta il bersaglio più promettente per via dell’importanza della componente genetica nello sviluppo di questa malattia.

 

Le encefalopatie epilettiche sono le forme più severe di epilessia, ad esordio neonatale o infantile, associate a disabilità cognitiva e incurabili. In molti di questi casi, non è nota la causa che scatena la malattia anche se si ritiene che sia genetica. Attualmente, la scelta del trattamento farmacologico viene effettuata tramite un processo di tentativi ed errori che porta, a volte con irrimediabile ritardo, ad individuare una terapia che nella maggior parte dei casi non è comunque completamente efficace per i bambini. L’individuazione tardiva o la non individuazione di un farmaco capace di controllare le crisi epilettiche può anche determinare, soprattutto nei piccoli pazienti colpiti da encefalopatie epilettiche, danni cerebrali irreversibili.

 

Per poter trovare terapie adeguate alla cura delle encefalopatie epilettiche è urgente identificare le cause. Applicando Il sequenziamento dell’esoma a queste forme di epilessie infantili si può arrivare a individuare la causa genetica di queste condizioni, capire le ragioni della resistenza alle terapie e migliorare le cure, in relazione al singolo bambino e alle sue caratteristiche. Perché l’approccio abbia successo è fondamentale disporre di ampie casistiche di pazienti che conferiscano agli studi validità statistica. A tal fine, in molti Paesi si stanno formando consorzi tra ospedali ed enti di ricerca, che mettono insieme i pazienti per analisi su vasta scala, e si stanno stanziando fondi dedicati. In Italia, invece, il settore è fermo.

Per questi motivi, FIE, ha avviato il progetto in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova, l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, l’Istituto di Scienze Neurologiche dell’Ospedale Bellaria di Bologna e l’Ospedale Universitario di Catanzaro nella prospettiva di porre la corretta diagnosi a 150 bambini affetti da epilessie farmacoresistenti.

 

 

 

 

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Il Progetto in sintesi

Il progetto FIE di ricerca sulla genetica dell’epilessia è basato sul sequenziamento dell’esoma, e, in tal senso, utilizzerà tecnologie molto avanzate di sequenziamento genetico.

Il piano sperimentale prevede l’arruolamento di 150 bambini colpiti da epilessie farmacoresistenti a causa ignota e dei loro genitori.

 

I dati anagrafici dei piccoli pazienti, seguiti presso i quattro centri di ricerca coinvolti, verranno inseriti in un unico registro centrale e saranno sottoposti ad analisi cliniche omogenee e periodiche al fine di raccogliere dati sull’andamento della malattia.

Contemporaneamente, il DNA di ogni bambino e quello dei suoi genitori saranno prelevati e sottoposti a sequenziamento dell’esoma. Tale analisi permetterà di identificare sistematicamente tutte le varianti genetiche presenti in ciascun paziente. Con le informazioni derivanti da questa analisi, si potrà giungere a formulare diagnosi precise, a predire l’andamento della malattia e, possibilmente, anche a stabilire l’efficacia di farmaci o altri trattamenti terapeutici in ogni bambino.

Successivamente, una volta identificate le varianti genetiche rilevanti nel primo gruppo di 150 bambini, ossia le mutazioni da cui origina la malattia, le stesse verranno ricercate all’interno di un secondo gruppo di 200 bambini per poter effettuare ulteriori diagnosi.

Terminata questa prima fase del progetto, si valuterà un’estensione includendo altri bambini e forme diverse di epilessia senza diagnosi molecolare.

 

Il progetto, esaminato nei dettagli e validato da una commissione scientifica internazionale che riunisce professionisti di eccellenza del settore, si configura come un progetto estremamente innovativo sia per le tecnologie utilizzate, nel loro potenziale di scoperta e nel carattere collaborativo del programma che riunisce centri clinici di primario rilievo nazionale e un’organizzazione (federativa) di tutela dei pazienti. La presenza di quest’ultima tiene al centro il bisogno delle persone e garantisce il mantenimento dell’infrastruttura, la sua crescita successiva e la disseminazione dei risultati. In questo modo, si potrà realizzare in Italia il primo ente dedicato alla medicina di precisione guidato e ispirato dal bisogno dei pazienti.

 

Il costo necessario per lo sviluppo dello studio ammonta ad euro 3.500 per ogni singolo bambino. Le tempistiche di realizzazione della ricerca  saranno determinate dai fondi che FIE raccoglierà mediante campagne di raccolta fondi specificatamente mirate alla sua esecuzione.