Rosa Cervellione, presidente FIE, al tavolo dei relatori dell'incontro nazionale sull'epilessia a Roma insieme a Marco Magheri e Katia Santoro

Impatto sociale dell’epilessia

L’epilessia non è solo una questione clinica.

È sociale, culturale, politica.

Si è concluso a Roma il percorso nazionale “Non farti cogliere di sorpresa. Epilessia. Impatto sociale e qualità della vita“, un viaggio che ha attraversato sette regioni italiane — Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia e Veneto — per mettere a confronto cure, organizzazione dei servizi e bisogni reali delle persone con epilessia e delle loro famiglie.

In Italia l’epilessia riguarda circa 600.000 persone: una delle patologie neurologiche più diffuse, eppure ancora oggi accompagnata da stigma, pregiudizi e profonde disuguaglianze nell’accesso alle cure tra una regione e l’altra.

All’evento ha partecipato anche la nostra presidente, Rosa Cervellione:

“Convivere con una malattia cronica, e con l’epilessia in particolare, è una sfida che le persone malate, le loro famiglie e i loro caregiver affrontano ogni giorno. Il dialogo con le istituzioni deve essere continuo e dovrebbe precedere le scelte di politica sanitaria. Confidiamo che possano moltiplicarsi le occasioni di confronto come quelle vissute in questo percorso.”

Un messaggio che è anche il nostro impegno quotidiano: nessuna decisione che ci riguarda dovrebbe essere presa senza ascoltare prima chi l’epilessia la vive.

Dall’incontro nascerà un documento ufficiale destinato alle Commissioni Sanità, perché stigma e frammentazione delle cure si combattono con percorsi di diagnosi e presa in carico uniformi su tutto il territorio nazionale.

👉 Conoscere è il primo passo per abbattere i pregiudizi.

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